I nostri primi 3.000. Monte Losetta 3054m.






Sabato mattina ci hanno fatti alzare proprio alle prime luci del mattino, perchè ci hanno detto che la strada da fare era lunga,sia quella in auto che poi quella a piedi.
Io non ci sono nelle foto perchè ovviamente prima di partire cosi presto sono dovuto andare a controllare in giro casa che tutto fosse a posto.





In effetti in macchina ci è voluto quasi 2 ore prima di arrivare e potere scendere a sgranchirci le zampe.

Una volta scesi abbiamo dovuto individuare bene il sentiero di partenza perchè non era spiegato molto bene sul sito dove papi lo ha trovato.






Siamo partiti da un gruppo di baite dei pastori chiamato Grange del Rio perchè affiancata da un bel torrente che per fortuna ci ha accompagnati quasi fino in cima alla meta.
Incominciamo ad incamminarci nel Vallone di Soustra , un poco in falso piano ,attraversiamo prati immensi dove ogni tanto spunta una di quelle bestioline che tanto volentieri mi piacerebbe rincorrere.


Durante la salita facciamo tantissime pause perchè il caldo si fa sentire e mamy non vuole farci prendere un colpo di calore,nè noi nè loro.
Quindi cerchiamo di sfruttare ogni minimo angolo di ombra che si trova.




Quando riprendiamo passiamo ancora in grandi prati che però incominciano a salire e a tratti il terreno si fa pietroso , con grandi,enormi massi e vicino a due di questi spunta una piccola capanna in pietre.



Qui mi beccate a fare due coccole di incoraggiamento al mio branco,perchè li vedo un pò provati .Forza ragazzi che ci vuole ancora un bel pò.





Salendo lasciamo i bellissimi prati e troviamo sfasciume, sabbietta e pietroline e il sentiero si fa in tornanti e in salita. Non ci accompagna più il fresco torrente però troviamo ancora delle bellissime lingue di neve dove subito la mamma ci accompagna per rinfrescarci.








Dopo questa bella pausa rinfrescante molto gradita,ci tocca un bel pezzo di salita cocente e arriviamo al Passo della Losetta.






Qualcuno pensa di essere arrivato ma la mamy dice che non è quella la meta perchè dovrebbe esserci una croce di ferro e che secondo lei dobbiamo salire ancora. Infatti dopo avere chiesto ci viene detto che ci aspetta una ripida salita ,fino alla vetta.
Lo zio Gian è sfinito e sembra volere mollare,ma poi vedendoci salire tutti,fa un bel sospiro e si trascina fino alla vetta.



Con il Monviso di fianco ,piano piano saliamo ,in fila ,verso la vetta,dove conquistiamo i nostri primi 3000 metri.
Tanta soddisfazione e il panorama è sempre più bello.Si vedono tutte le altre cime intorno e pensi che immagini simili non si possono immaginare,solo vedere.






Come sempre cerchiamo un posticino adatto per la pausa pranzo,distante da altri e con un minimo di ombra per noi.
Abbiamo trovato un bel posto in mezzo adei grandi massi,sembra una culla.Sistemiamo la nostra coperta e assaporiamo il panorama e il meritato riposo.



Dopo una mezza oretta raccogliamo tutte le nostre cose,beviamo ancora un goccio di acqua fresca e ci prepariamo a scendere dal percorso che abbiamo fatto per salire.




   Ci fermiamo ancora un momento, sotto al colle per ammirare ancora il paesaggio e fare una bella foto ai due capogruppo,stile montanari stanchi.



 

                                Poi giù per la discesa pietrosa facendo attenzione a non scivolare.
Anche questa volta abbiamo raggiunto la nostra meta,una bella soddisfazione,una bella camminata e un panorama stupendo. Arriviamo alla macchina stanchi ma pieni di cose belle in più,pronti a ricaricarci per la prossima avventura ,tutti insieme!




                                                                                             Luthor.

Al rifugio Morelli Buzzi

Il sentiero per questa escursione incomincia fresco e colorato.Sale a zig zag tra pini,faggi 
         e   maggiociondoli e almeno inizialmente la temperatura è fresca.                                                                                                                                                    






Faccio strada lungo il largo sentiero incorniciato dal giallo di queste piante,per poi trovarci in un boschetto di larici profumati,che sanno di larici ma ci sono anche profumi di qualche animale selvatico che attira tutta la nostra attenzione.
Notare le orecchie della secca,che non si capisce se sta in allerta per i vari profumini oppure si sta chiedendo se dobbiamo fare tutta quella salita.




       Oppure ha visto questa strana creazione,seguita da altre in diversi angoli del percorso.







Arriviamo poco dopo sul pianoro del Lagarot di Lourosa dove cè un piccolo laghetto e ovviamente scendiamo a rinfrescarci e a bere quella bella acqua limpida.


Ci sono tanti rododendri in fiore,il panorama sembra quasi dipinto e sento ancora quel profumino che non riesco a decifrare ...


Facciamo una piccola pausa per vedere questo paesaggio ma anche per riposare un attimo chè il sentiero comincia a farsi più ripido e la temperatura più calda.




Forza ragazzi,ancora un ultimo sforzo,su una bella pietraia e siamo quasi arrivati e............


......eccolo quà da chi proviene quel profumino che sentivo da un bel pò! Mamy lo chiama stambecco,noi non lo abbiamo mai visto e lui non ha nessuna paura, anzi cerca di avvicinarsi.
E" abituato a vedere tante persone passare da là,per questo non si spaventa. Avvicinati,avvicinati pure....




Va bhè,facciamo finta di niente e cerchiamo un posto un pò tranquillo per la pausa pranzo.
Troviamo un angolino dietro al rifugio,perchè vicino c"è veramente tanta gente e per pranzare noi vogliamo stare tranquilli.



                           Va bhè,poi c"è chi vuole stare molto tranquilla ma sta messa in questo modo...


                                        Lei che scommetto vorrebbe la sua pallina....


                                  Papi che mi dice qualcosa,ma io vado dalla mamma...



                                      ...perchè cè la distribuzione dei biscotti,ovvero il nostro mini pranzo.



Finito il momento di relax ,si risistemano gli zaini,si piega il plaid,beviamo ancora un poco di acqua fresca alla fontana del rifugio e salutiamo il guardiano con i suoi bei cornoni che non teme nessuno,anzi si piazza sul sentiero e per passare abbiamo dovuto mandarlo via.
Va bhè,sei fortunato che sono legato........


Oh signur,Mora,ma io faccio finta di non conoscerti se scendi per il sentiero conciata in quel modo!


 M." ma piantala zuccone,è per stare un pochino più fresca,la mamma dice che altrimenti il criceto che abita nella mia testolina,si prende un colpo di calore!
Cosa ne vuoi capire te......."






Comunque,stambecco a parte,befana a parte,noi si riscende da dove siamo saliti ,stessa strada,stesso panorama.
Anche questa escursione è terminata,noi siamo tutti stanchi ma appagati,soddisfatti e contenti.
Alla prossima!
                                                                             

                                                                                                     Luthor.